
Cantieristica navale, portualità e pesca
Informazioni
Il settore cantieristica navale, portualità e pesca occupa 35.000 lavoratori')} in Italia. {STR('Fincantieri')} è il {STR('primo cantiere navale civile del mondo')} per volumi e diversificazione, con 7 stabilimenti in Italia (Monfalcone, Marghera, Ancona, Palermo, Castellammare di Stabia, Sestri Ponente, Muggiano) e una capacità senza pari per navi da crociera, traghetti, unità militari e piattaforme offshore. La cantieristica minore comprende Baglietto, Perini Navi, Azimut-Benetti (yacht di lusso). Il sistema portuale italiano è strategico: {STR('Trieste, Genova, Gioia Tauro e La Spezia figurano tra i principali porti del Mediterraneo.
35 K
lavoratori in Italia
55
Indice incidenza (×1.000)
1,9 K
infortuni denunciati/anno
Il lavoro a bordo è particolarmente esposto. I pescherecci presentano il tasso di mortalità più elevato tra tutti i settori italiani, con incidenti da uomo a mare, asfissia in stiva, schiacciamento da attrezzi da pesca. La convenzione STCW e il D.Lgs. 271/1999 impongono formazioni specifiche di sicurezza marittima (lotta antincendio a bordo, sopravvivenza in mare, primo soccorso, imbarcazioni di salvataggio).
In porto, gli operatori portuali (compagnie portuali ex art. 16-17 Legge 84/94) sono esposti ai rischi di movimentazione container, carichi generali e rinfuse. Le gru portacontainer STS (ship-to-shore) impongono formazione degli operatori e patentini specifici (Accordo Stato-Regioni 22/02/2012), e gli interventi manutentivi su queste gru di grande altezza (fino a 70 m) richiedono formazioni per lavori in quota. I cantieri navali cumulano rischi industriali (saldatura, verniciatura, coibentazione) e rischi da amianto sulle navi ante-1994 (D.Lgs. 257/2006 e Titolo IX Capo III D.Lgs. 81/2008). Stive, casse carburante e locali tecnici impongono procedure rigorose in ambienti confinati (DPR 177/2011).
I principali rischi da conoscere
Il D.Lgs 81/2008 (art. 37) e l'Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 impongono al datore di lavoro di formare lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro in funzione del ruolo e del livello di rischio aziendale, con aggiornamento periodico obbligatorio.
Il D.Lgs 81/2008 (artt. 32 e 33) disciplina la formazione di RSPP e ASPP, articolata nei moduli A (base), B (rischi specifici) e C (gestionale), con aggiornamento su base quinquennale.
Il D.Lgs 81/2008 (artt. 18, 43 e 46) obbliga il datore di lavoro a designare e formare gli addetti al primo soccorso (D.M. 388/2003) e alla prevenzione incendi, lotta antincendio ed evacuazione (D.M. 02/09/2021).
Il D.Lgs 81/2008 (art. 73) e l'Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 richiedono un'abilitazione specifica per l'uso di attrezzature quali carrelli elevatori, gru, piattaforme di lavoro elevabili ed escavatori, con aggiornamento quinquennale.
Il D.Lgs 81/2008 (Titolo IV e artt. 111 e seguenti) impone misure e formazione per i lavori in quota oltre i 2 metri, compreso l'uso dei DPI anticaduta di terza categoria e dei sistemi di accesso mediante funi.
Il D.P.R. 177/2011 e il D.Lgs 81/2008 (art. 66 e Allegato IV) impongono qualificazione e formazione specifica per le attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, comprese le procedure di accesso, sorveglianza e recupero.
Il D.Lgs 81/2008 (Titolo IX per gli agenti chimici e cancerogeni, Titolo VIII per gli agenti fisici) impone la valutazione del rischio e la formazione dei lavoratori esposti ad agenti chimici pericolosi, rumore, vibrazioni e altri agenti fisici.
Il D.Lgs 81/2008 (artt. 82 e 83) e la norma CEI 11-27 richiedono che i lavori elettrici siano eseguiti da personale qualificato come PES, PAV o idoneo ai lavori sotto tensione (PEI).
Le sfide di domani...
Il PNRR consacra investimenti massicci alla decarbonizzazione portuale: elettrificazione delle banchine (Cold Ironing), transizione delle flotte verso combustibili alternativi (GNL, idrogeno, ammoniaca, metanolo), installazione di batterie di accumulo. Queste mutazioni tecniche creano nuovi rischi: manipolazione di gas liquefatti criogenici (GNL a -160 °C), atmosfere esplosive, rischi chimici dell'ammoniaca.
La pressione normativa internazionale si intensifica. L'IMO impone la riduzione delle emissioni di carbonio (IMO 2030, IMO 2050). La Politica Comune della Pesca e i TAC pesano sulla redditività dei pescherecci. La Capitaneria di Porto rafforza i controlli, e la responsabilità penale del comandante di peschereccio, spesso chiamata in causa in caso di incidente grave, rende la formazione una leva difensiva essenziale.
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