
Chimica, parafarmaceutica e petrolchimica
Informazioni
L'industria chimica, parafarmaceutica e petrolchimica occupa 110.000 lavoratori')} in Italia e genera un fatturato superiore ai 65 miliardi di euro. Il settore è guidato da {STR('Eni')} e dalla sua controllata Versalis (chimica di base), con grandi stabilimenti a Ravenna, Priolo Gargallo, Sarroch, Porto Torres, Ferrara, oltre a Solvay (Alessandria, Rosignano), Saipem (impiantistica), Fater, Radici Group, Aquafil. L'Italia conta oltre {STR('200 stabilimenti a rischio di incidente rilevante classificati Seveso ai sensi del D.Lgs. 105/2015, distribuiti in Sicilia, Sardegna, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.
110 K
lavoratori in Italia
25
Indice incidenza (×1.000)
2,7 K
infortuni denunciati/anno
I rischi sono estremi e sistemici. La manipolazione di prodotti chimici CMR impone formazioni specifiche ai sensi del Titolo IX Capi II e III del D.Lgs. 81/2008, oltre a sorveglianza sanitaria rafforzata dal medico competente. Le zone ATEX, onnipresenti attorno a serbatoi, tubazioni e unità di processo, richiedono formazioni obbligatorie disciplinate dal Titolo XI del D.Lgs. 81/2008 (classificazione zone 0/1/2 per gas, 20/21/22 per polveri).
Le abilitazioni PES/PAV/PEI')} in ambiente ATEX sono critiche e devono essere aggiornate periodicamente, poiché il materiale elettrico deve essere conforme alle norme CEI EN 60079 e certificato per la zona considerata. Gli ambienti confinati impongono procedure rigorose con permesso di lavoro, misurazione continua dell'atmosfera, sorveglianza esterna e formazione specifica conformi al DPR 177/2011. Le operazioni di carico e scarico di autocisterne, le {STR('fermate manutentive programmate (turnaround) e le interconnessioni con imprese esterne moltiplicano i rischi da coattività disciplinati dall'art. 26 del D.Lgs. 81/2008.
I principali rischi da conoscere
Il D.Lgs 81/2008 (art. 37) e l'Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 impongono al datore di lavoro di formare lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro in funzione del ruolo e del livello di rischio aziendale, con aggiornamento periodico obbligatorio.
Il D.Lgs 81/2008 (artt. 32 e 33) disciplina la formazione di RSPP e ASPP, articolata nei moduli A (base), B (rischi specifici) e C (gestionale), con aggiornamento su base quinquennale.
Il D.Lgs 81/2008 (artt. 18, 43 e 46) obbliga il datore di lavoro a designare e formare gli addetti al primo soccorso (D.M. 388/2003) e alla prevenzione incendi, lotta antincendio ed evacuazione (D.M. 02/09/2021).
Il D.Lgs 81/2008 (Titolo IX per gli agenti chimici e cancerogeni, Titolo VIII per gli agenti fisici) impone la valutazione del rischio e la formazione dei lavoratori esposti ad agenti chimici pericolosi, rumore, vibrazioni e altri agenti fisici.
Il D.Lgs 81/2008 (Titolo XI, artt. 287 e seguenti), che recepisce la direttiva 1999/92/CE, obbliga il datore di lavoro a classificare le zone ATEX e a formare i lavoratori che vi operano sui rischi di esplosione e sulle misure di prevenzione.
Il D.Lgs 81/2008 (artt. 82 e 83) e la norma CEI 11-27 richiedono che i lavori elettrici siano eseguiti da personale qualificato come PES, PAV o idoneo ai lavori sotto tensione (PEI).
Il D.P.R. 177/2011 e il D.Lgs 81/2008 (art. 66 e Allegato IV) impongono qualificazione e formazione specifica per le attività in ambienti sospetti di inquinamento o confinati, comprese le procedure di accesso, sorveglianza e recupero.
Il D.Lgs 81/2008 (art. 73) e l'Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 richiedono un'abilitazione specifica per l'uso di attrezzature quali carrelli elevatori, gru, piattaforme di lavoro elevabili ed escavatori, con aggiornamento quinquennale.
Le sfide di domani...
Il settore è sottoposto a controllo normativo intenso. La direttiva Seveso III (D.Lgs. 105/2015) impone agli stabilimenti a rischio di incidente rilevante il Piano di Emergenza Interno, il Rapporto di Sicurezza quinquennale, esercitazioni di simulazione periodiche coordinate con VVF e Prefettura, e una formazione obbligatoria di tutto il personale sugli scenari di incidente identificati. La Strategia Europea per la Sostenibilità dei Prodotti Chimici rafforza progressivamente le restrizioni REACH e CLP.
La pressione normativa interna si somma a una pressione assicurativa: le compagnie di RC industriale richiedono ora prove documentali dell'attuazione effettiva dei piani formativi e della nomina di preposti qualificati')}. La tracciabilità nominativa delle abilitazioni, il loro aggiornamento a scadenza e la formazione dei nuovi assunti prima dell'assegnazione a un impianto in zona controllata costituiscono prerequisiti assoluti. La restrizione REACH sui {STR('diisocianati (Reg. UE 2020/1149), in vigore dal 24 agosto 2023, ha reso obbligatoria una formazione specifica per tutti gli utilizzatori.
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