
Moda, tessile, abbigliamento e calzature
Informazioni
Il tessile, abbigliamento e calzature occupano 400.000 lavoratori')} in Italia, uno dei principali comparti manifatturieri e il {STR('primo per esportazioni')}. L'Italia è {STR('capitale mondiale del lusso')}: Prada (Milano-Toscana), Gucci (Firenze), Armani (Milano-Piacenza), Versace, Bulgari, Dolce & Gabbana, Zegna (Biella), Ferragamo (Firenze), Bottega Veneta, Fendi, Miu Miu, Valentino, Moncler. I distretti storici concentrano saperi unici: {STR('Prato')} per il tessile e la lana rigenerata (150.000 addetti), {STR('Biella')} per la lana pettinata di alta gamma, {STR('Como')} per la seta, {STR('Marche fermano-maceratese per la calzatura di lusso (Tod's, Della Valle), Vicenza per l'oreficeria, Napoli per la sartoria bespoke, Veneto per l'occhialeria (Luxottica-EssilorLuxottica).
400 K
lavoratori in Italia
25
Indice incidenza (×1.000)
10 K
infortuni denunciati/anno
Le tessiture a monte (filature, tessitura, nobilitazione) presentano i rischi industriali classici amplificati dalle specificità tessili. L'atmosfera di polveri di fibre (cotone, lana, sintetiche) crea zone ATEX da polveri combustibili disciplinate dal Titolo XI D.Lgs. 81/2008, oltre a rischi respiratori cronici (bisinosi per il cotone, disciplinata come malattia professionale). Le tintorie e i nobilitatori utilizzano acidi, basi, coloranti (alcuni classificati CMR), agenti sbiancanti e agenti ignifughi, disciplinati dal Titolo IX D.Lgs. 81/2008.
Nella confezione, i rischi sono dominati dai disturbi muscoloscheletrici')} degli arti superiori (gesti ripetitivi su macchine da cucire, stiratura, imballaggio), disciplinati dal Titolo VI D.Lgs. 81/2008. Le officine di taglio automatizzato (macchine laser, controlli numerici) impongono procedure di sicurezza specifiche. Il {STR('calzaturiero utilizza colle e solventi organici classificati CMR (adesivi neoprene, poliuretano), attivando gli obblighi del Titolo IX Capo II D.Lgs. 81/2008. La logistica del lusso, massiccia attorno ai magazzini centrali di Prada, LVMH Italia e Kering Italia, concentra rischi da carrelli elevatori, cadenze intense e movimentazione manuale ripetuta.
I principali rischi da conoscere
Il D.Lgs 81/2008 (art. 37) e l'Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 impongono al datore di lavoro di formare lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro in funzione del ruolo e del livello di rischio aziendale, con aggiornamento periodico obbligatorio.
Il D.Lgs 81/2008 (artt. 18, 43 e 46) obbliga il datore di lavoro a designare e formare gli addetti al primo soccorso (D.M. 388/2003) e alla prevenzione incendi, lotta antincendio ed evacuazione (D.M. 02/09/2021).
Il D.Lgs 81/2008 (Titolo IX per gli agenti chimici e cancerogeni, Titolo VIII per gli agenti fisici) impone la valutazione del rischio e la formazione dei lavoratori esposti ad agenti chimici pericolosi, rumore, vibrazioni e altri agenti fisici.
Il D.Lgs 81/2008 (Titolo XI, artt. 287 e seguenti), che recepisce la direttiva 1999/92/CE, obbliga il datore di lavoro a classificare le zone ATEX e a formare i lavoratori che vi operano sui rischi di esplosione e sulle misure di prevenzione.
Il D.Lgs 81/2008 (art. 73) e l'Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 richiedono un'abilitazione specifica per l'uso di attrezzature quali carrelli elevatori, gru, piattaforme di lavoro elevabili ed escavatori, con aggiornamento quinquennale.
Le sfide di domani...
Il settore vive una mutazione normativa forte con la Direttiva Europea CSDDD (dovere di vigilanza sulle catene di valore), l'obbligo del passaporto digitale del prodotto, la Strategia Europea per i Tessili Sostenibili e la responsabilità estesa del produttore (EPR tessile). Queste esigenze si traducono in reintegrazione progressiva di parti del valore in Europa («near-shoring»), particolarmente in Italia e Portogallo, creando nuovi impieghi manifatturieri.
I grandi marchi del lusso rafforzano progressivamente le loro esigenze sulla catena di fornitura con codici di condotta integranti PRL, tirando verso l'alto tutta l'industria. I fornitori italiani dei grandi marchi (Toscana, Marche, Veneto) devono dimostrare l'attuazione effettiva dei piani di prevenzione e la formazione del personale. La pressione sui tempi «test and react» può però deteriorare le condizioni di lavoro se la PRL non è concepita come priorità operativa. Le piattaforme logistiche italiane costituiscono siti industriali sottoposti al D.Lgs. 81/2008 e agli obblighi del preposto qualificato.
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