
Industria della plastica, gomma e compositi
Informazioni
L'industria della plastica, gomma e compositi occupa 180.000 lavoratori in Italia, distribuiti su oltre 6.000 imprese. Il settore si concentra in Lombardia (Bergamo-Brescia-Varese), Veneto (Vicenza-Padova-Verona), Emilia-Romagna e Piemonte, con imprese leader come Radici Group (poliammidi), Aquafil (moquette rigenerata), Mapei (adesivi), Piaggio Aerospace (compositi aeronautici). Il comparto copre imballaggio, pezzi tecnici per automotive ed elettrodomestici (spesso fornitori T2 dei grandi brand), trasformazione della gomma e settore emergente dei compositi termoplastici per eolico e aerospazio.
180 K
lavoratori in Italia
38
Indice incidenza (×1.000)
6,8 K
infortuni denunciati/anno
Le presse ad iniezione plastica (parco di oltre 40.000 macchine in Italia) impongono procedure LOTO rigorose e formazione degli operatori ai sensi del D.Lgs. 17/2010. Il rischio termico è elevato per stampi ad alta temperatura, materie plastiche fuse (fino a 350 °C) e spurghi. Estrusori, soffiatrici e termoformatrici concentrano gli stessi rischi.
La trasformazione dei polimeri emette fumi e vapori di pirolisi che espongono a rischi CMR (Titolo IX Capo II D.Lgs. 81/2008). Le officine che trattano polveri plastiche')} generano atmosfere esplosive disciplinate dal Titolo XI. La trasformazione dei compositi (fibra di vetro, fibra di carbonio, resine epossidiche) espone gli operatori a resine reattive, solventi e polveri fini classificate CMR. Le abilitazioni PES/PAV/PEI sono obbligatorie per la manutenzione. La restrizione REACH sui {STR('diisocianati impatta direttamente i settori poliuretanici.
I principali rischi da conoscere
Il D.Lgs 81/2008 (art. 37) e l'Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 impongono al datore di lavoro di formare lavoratori, preposti, dirigenti e datori di lavoro in funzione del ruolo e del livello di rischio aziendale, con aggiornamento periodico obbligatorio.
Il D.Lgs 81/2008 (artt. 32 e 33) disciplina la formazione di RSPP e ASPP, articolata nei moduli A (base), B (rischi specifici) e C (gestionale), con aggiornamento su base quinquennale.
Il D.Lgs 81/2008 (artt. 18, 43 e 46) obbliga il datore di lavoro a designare e formare gli addetti al primo soccorso (D.M. 388/2003) e alla prevenzione incendi, lotta antincendio ed evacuazione (D.M. 02/09/2021).
Il D.Lgs 81/2008 (art. 73) e l'Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 richiedono un'abilitazione specifica per l'uso di attrezzature quali carrelli elevatori, gru, piattaforme di lavoro elevabili ed escavatori, con aggiornamento quinquennale.
Il D.Lgs 81/2008 (Titolo IX per gli agenti chimici e cancerogeni, Titolo VIII per gli agenti fisici) impone la valutazione del rischio e la formazione dei lavoratori esposti ad agenti chimici pericolosi, rumore, vibrazioni e altri agenti fisici.
Il D.Lgs 81/2008 (Titolo XI, artt. 287 e seguenti), che recepisce la direttiva 1999/92/CE, obbliga il datore di lavoro a classificare le zone ATEX e a formare i lavoratori che vi operano sui rischi di esplosione e sulle misure di prevenzione.
Il D.Lgs 81/2008 (artt. 82 e 83) e la norma CEI 11-27 richiedono che i lavori elettrici siano eseguiti da personale qualificato come PES, PAV o idoneo ai lavori sotto tensione (PEI).
Le sfide di domani...
Il settore vive una mutazione normativa senza precedenti. Il PNRR, la Strategia Europea per la Plastica e il contributo ambientale CONAI rafforzato ristrutturano tutta la filiera. La sostituzione dei polimeri fossili con bioplastiche e plastiche riciclate (obiettivo UE 25% di plastica riciclata entro 2030) modifica i rischi chimici in stabilimento.
La pressione sulla competitività dell'industria europea rispetto all'Asia intensifica la ricerca di produttività, moltiplica i ritmi e gli interventi rapidi di manutenzione. L'automazione con robot manipolatori riduce alcuni rischi ma introduce quelli classici della robotica. La capacità di mantenere una politica prevenzionale coerente in PMI industriali sotto tensione è una sfida, in particolare per la conservazione delle certificazioni cliente (IATF 16949 per automotive, ISO 14001).
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